Le lenti intraoculari multifocali

Copertina lenti intraoculari multifocali

Fino a non molto tempo fa lo scopo dell'intervento di cataratta consisteva solamente nel ristabilire la trasparenza dei mezzi diottrici oculari rimuovendo il cristallino opaco.
L'introduzione dei cristallini artificiali ha permesso di superare il problema dell'elevata ipermetropia che affliggeva i pazienti afachici.

Ben presto, con il perfezionamento degli esami biometrici, ci si è resi conto che era possibile prevedere con precisione la refrazione postoperatoria, grazie ad un accurato calcolo della lente da impiantare durante l'intervento.

L'emmetropia postoperatoria è diventata quindi l'obiettivo da perseguire per garantire ai pazienti operati una perfetta visione senza dovere utilizzare occhiali, almeno da lontano.

Il problema dell'astigmatsmo postoperatorio è stato risolto grazie alle microincisioni e all'uso di lenti pieghevoli,tanto che adesso è possibile intervenire efficacemente anche su un eventuale astigmatismo preesistente, grazie all'uso di lenti toriche.

Rimaneva un ultimo scoglio da superare, quello della visone per vicino, che un cristallino artificiale, incapace di modificare la propria forma sulla base degli stimoli accomodativi, non può garantire.

Non è che nessuno ci abbia mai pensato, ma la tecnologia attuale non è in grado di realizzare una lente intraoculare morbida in grado di cambiare il proprio potere diottrico a seconda delle necessità, riproducendo del tutto le funzioni del cristallino naturale.
La strada è allora quella delle lenti multifocali, in grado cioè di permettere una contemporanea messa a fuoco degli oggetti a distanze diverse senza modificare la propria forma.

Proiezione della luce

I meccanismi con cui questo scopo viene raggiunto sono numerosi, spesso abbastanza complessi e non sempre semplici da comprendere.
Lo scopo è quello di illustrare i principi di funzionamento su cui si basano i vari modelli di lenti per poterne valutare le proprietà con i relativi vantaggi ed inconvenienti.

I meccanismi su cui queste lenti si basano per soddisfare le esigenze di vedere contemporaneamente sia da lontano che da vicino sono sostanzialmente due, ed è questo il motivo per cui si dividono in refrattive e diffrattive, anche se alcune cercano in qualche modo di fondere i due sistemi per sfruttare i vantaggi di entrambi.


Lo scopo non è di spiegare le caratteristiche di ciascun modello, che sono ampiamente descritti in ogni scheda illustrativa, ne' tanto meno di dare valutazioni su quello che può essere il migliore, ma di chiarirne i principi di funzionamento in modo che chiunque, valutando i requisiti di ciascuno, possa comprenderne i vantaggi o gli inconvenienti.